Tastevin sotto rete

Tastevin sotto rete

Mi presento: sono Letizia Camera, sono di origine piemontese e di professione gioco a pallavolo in Serie A1. Vi chiederete, dunque, cosa ci faccia io qui...ebbene, da pochi mesi sono diventata Sommelier!

La pallavolo è da sempre la mia vita e già a 17 anni è diventata il mio lavoro. Oggi sono quattordici stagioni di questo meraviglioso sport girando in lungo e in largo per l'Italia e per il mondo. Terminata la scuola, però, ho capito che avrei dovuto portare avanti un percorso di studi, consapevole del fatto che, a un certo punto, per ovvi fattori biologici la carriera di atleta sarebbe dovuta finire. Ho scelto di seguire le mie passioni e così mi sono laureata in Lingue Straniere Moderne ho conseguito un master in Turismo. Certo, ci è voluto il suo tempo perché, come immaginerete, conciliare sport di alto livello e studio in Italia non è così facile, soprattutto una decina di anni fa quando ho cominciato io l'università.

Ma torniamo al vino...un paio di anni fa mi trovavo a Firenze (dove giocavo per la squadra di Scandicci) e un mio amico, che di professione fa la guida turistica, mi ha portato a fare un wine tour nel Chianti, uno dei pacchetti che vende abitualmente ai suoi clienti, e lì mi si è accesa la lampadina! "Da grande" voglio accompagnare turisti stranieri a scoprire le nostre meravigliose cantine.

Così mi sono iscritta al corso Fisar con la delegazione di Firenze e il mondo del vino, da semplice curiosità, è diventata una passione.

A febbraio 2023 ho superato l'esame e ottenuto il famigerato tastevin, che, per deformazione professionale, ho indossato fiera come se fosse una pesantissima medaglia d'oro.

Al momento non so quando avverrà il passaggio di consegne, quando deciderò di abbandonare la palla per un calice, ma avere le idee chiare per quanto riguarda il mio futuro mi fa dormire sonni tranquilli.

Ho trovato tante similitudini tra il mio sport e il vino. Le persone sono abituate a vedere il prodotto finito: vittoria o sconfitta/buono o non buono; giudicano la prestazione, ciò che succede in partita o cosa sentono nel bicchiere. Ma spesso non pensano a tutto lo sforzo che c'è dietro, i sacrifici che si sono fatti in un anno intero di duri allenamenti o di altrettanto duri lavori in vigna o in cantina. In un sorso di vino come in una partita di playoff sono racchiusi giorni di sole e di burrasca, ma in entrambi i casi essi sono passaggi fondamentali per ottenere un buon risultato.

Il vino, poi, è convivialità, socialità...e cosa c'è di più conviviale che condividere lo spogliatoio con le compagne di squadra? Si ride e si scherza (e si piange) esattamente come davanti a un buon calice.

Infine collego l'immagine del vino alla festa, al momento della stappatura verso il cielo e della doccia con lo spumante...ok, metodi alquanto rozzi per noi eleganti Sommelier, ma mi auguro di poterlo fare ancora qualche volta prima di cominciare la mia nuova carriera!

 

Letizia Camera

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