Una lager starà meglio con la margherita, gli spaghetti allo scoglio, i frutti di mare o le polpette di carne?

Perché la pizza con la birra no. Ma le ostriche…

Alla sua nascita nel Regno di Napoli, a cavallo fra il ‘500 e il ‘600 quando veniva condita in bianco con lardo, ciccioli, formaggio di pecora, pepe e basilico, la pizza non veniva servita con la birra. Nemmeno all’arrivo dall’America del pomodoro, a metà del ‘700, si accompagnava con la birra. E quando Raffaele Esposito, titolare della “Pizzeria di Pietro e basta così”, nel 1889 dedica alla regina Margherita di Savoia la pizza pomodoro, mozzarella e basilico, ancora non si abbinava la birra con la pizza. Oltretutto, la pizza si mangiava solo a Napoli: soltanto dopo la Seconda Guerra Mondiale le pizzerie sarebbero sorte nel resto del Paese.

 

Ma allora perché la birra con la pizza?

Una delle leggi fasciste rimaste in vigore anche dopo la guerra imponeva che i ristoranti non potessero servire bevande alcoliche oltre gli 8 % Vol; il boom economico post bellico faceva venire agli italiani tanta voglia di vivere (e di spendere), ed è così che siamo arrivati intorno al 40% degli italiani che sceglie la birra con la pizza.

L’abbinamento tra pizza e birra però non è proprio vincente; può succedere che, tra la lievitazione della pizza e il lievito della birra, complici dei tempi di lievitazione della pasta affrettati e una spillatura della birra non ideale, ci faccia sentire …lievitati… i tempi di digestione.

Ricordatevi in ogni caso che per la birra quanto per il vino, l’abbinamento va sempre fatto considerando la farcitura della pizza!

Grazie all’inondazione delle produzioni di birre artigianali e all’apertura mentale del pubblico che si dimostra sempre più curioso verso nuovi stili, oggi possiamo divertirci molto nell’abbinare birra e cibo.

Le birre si prestano anche volentieri a quegli abbinamenti che col vino sono “impossibili”: con i carciofi, con i finocchi e con le insalate.

Le birre Lager (delle quali abbiamo scritto in questo articolo https://gustamenti.it/blogs/magazine/sai-perche-si-chiama-birra-lager), tedesche facili da bere e non troppo intense, stanno bene con le insalate, ma anche con le fritture e con le carni più delicate.

Le birre Ale, inglesi più profumate, corpose e fruttate, sono ideali in abbinamento con pesce alla griglia, frutti di mare e sushi, ma stanno molto bene anche accanto ad un cartoccio di pollo fritto o ad un piatto di affettati.

Le Birre Bianche, Bavaresi prodotte con l’utilizzo del frumento in fermentazione che dona loro un corpo più dolce, cremoso e morbido, spesso arricchite di spezie intriganti che si percepiscono appena, sono perfette nel loro abbinamento tradizionale: i wurstel e i gewürtzgurken (i cetrioli sott’aceto aromatizzati con semi si senape e aneto), ma anche con i cibi più piccanti, dei quali smorzano la speziatura grazie alla loro morbidezza.

Le India Pale Ale, Inglesi o Americane che siano, sono molto più intense del loro profilo olfattivo: i luppoli utilizzati sprigionano sentori di frutti esotici, agrumi dimenticati e soprattutto una nota amara che rimane fino alla fine. Abbinamento con il classico panino con l’hamburgher, cheddar, insalata, pomodoro e salse è scontato ma dovreste provarla con il maiale e con le verdure alla griglia e in generale con tutte quelle pietanze che sono cicciose e/o tanto profumate ma non piccanti o amare.

La Ale Ambrata, ma anche la Vienna Lager o le Belghe Rosse, hanno un sapore più dolce e spiccato legato all’utilizzo del malto più tostato per avere quel bel colore pel di carota, sono quelle che meglio si accompagnano alla pizza, ma hanno anche molta affinità con il formaggio alla griglia e con la carne di maiale alla brace o lo stinco.

La Porter inglese e la Stout irlandese, birre scure prodotte con malti più tostati che attribuiscono loro affascinanti profumi di caffè, cioccolato e spezie, sono un abbinamento must con le ostriche grazie al contrasto con il sapore iodato dei molluschi, ma anche la pinta ideale con i dolci, soprattutto quelli cremosi a base di cioccolato, come il tiramisù; soprattutto non dimentichiamoci di berle degustando i più intensi formaggi erborinati.

Non resta che mettere alla prova il nostro palato e scatenare la fantasia ricordandoci che gli abbinamenti devono tenere in considerazione sia l’analogia che il contrasto: più profumo e sostanza abbiamo nel piatto tanto più ne dobbiamo trovare nel boccale, mentre in merito ai sapori dobbiamo cercare il contrasto tra dolce e amaro, tra umami e acido, tra piccante e morbido…

L’abbinamento, in fondo, è il gioco più bello che ci sia!

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