Nas-cëtta: il vino bianco delle Langhe che  non ti aspetti

Nas-cëtta: il vino bianco delle Langhe che non ti aspetti

Immaginatevi di essere un vitigno autoctono a bacca bianca in terra di monumentali vini rossi, avete due possibilità: rinunciare a prescindere alla vostra sfilata sul red carpet o provare a ritagliarvi uno spazio sotto le luci della ribalta.

Grazie alle sue caratteristiche uniche, unite alla visione lungimirante e coraggiosa di alcuni produttori, il destino della Nascetta è riuscito a risollevarsi.

Nel 1877 era descritta, nel saggio del Rovasenda come “un’uva delicatissima e un vino squisito” a testimonianza del fatto che la sua coltivazione regala un ottimo vino ma non senza difficoltà come, ad esempio, rese estremamente discontinue.

Nel 1895 fu paragonata al moscato,  all’epoca veniva infatti vinificata prevalentemente in versione dolce, leggermente appassita.

Nel secolo a seguire, con la diffusione del nebbiolo nelle Langhe, la sua coltivazione venne marginalizzata al limite della scomparsa.

Nel 1993 la Nascetta vede l’anno della sua rinascita.

Alcuni produttori della zona di Novello, tra cui Elvio Cogno e Walter Fissore, assaggiano una Nascetta datata 1986, lo stupore per la sua evoluzione fine ed elegante non lasciò spazio a dubbi, questo autoctono bianco meritava un posto di riguardo nel panorama vitivinicolo piemontese.

Il lavoro svolto è stato importante, minuzioso e coraggioso.

La tenacia premia gli audaci, nel 2002 la Nascetta entra nella DOC Langhe e, 8 anni dopo,  nasce la denominazione “Langhe Nas-cetta del Comune di Novello”.

Oggi quei riflettori che sognava di conquistare sono diventati realtà, questo grazie ad un incontro tra fuoriclasse:  la vocazione di un territorio, le peculiarità di una varietà storica e la capacità d’interpretarle da parte di dediti vignaioli, i veri custodi di questo patrimonio enoico.

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