Maccheroni e soluzioni pacifiste

Maccheroni e soluzioni pacifiste

Il sostantivo maschile "maccherone", secondo il vocabolario, riporta al cibo o meglio al prodotto ottenuto dall’impasto di farina e acqua che veniva consumato nei banchetti funebri in onore della dea della mitologia greca Macaria o Makaria (che significa benedetta) il cui nome era associato alla morte beata, felice.

 

Era uso, anche nell’antica Roma, augurare una felicità eterna al defunto offrendo tale pietanza con un banchetto ai partecipanti al funerale come ancora oggi avviene nei paesi anglosassoni. 

In Italia la tradizione del banchetto risulta generalmente persa anche se Aldo Fabrizi lo racconta nella poesia "L’Invito" :

Nun m'aricordo bene in che paesetto,
quanno che mòre un capo de famìa,
er parentado je fà compagnia,
facenno un pranzo intorno ar cataletto.

La tradizione vò che 'sto banchetto,
preparato durante l'agonia,
se faccia, senza tanta ipocrisia,
cor medico, cor prete e'r chirichetto.

Doppo li pianti la famìa se carma
e ar punto che la pasta viè servita,
se brinda a la salute della sarma.

Poi c'è l'invito pe' nun faje un torto
e si a st'invito nun ritorna in vita,
significa ch'er morto è propio morto.

 

Se nell’antichità il termine singolare maccherone era associato al cibo che si mangiava nei pranzi in onore del morto, successivamente  usato al plurale maccheroni  divenne sinonimo di pastasciutta e nelle varie regioni italiane si riferisce a formati diversi, pasta corta o pasta lunga, prodotta con grano duro, ma a volte anche con l’aggiunta di uova o pietanza preparata con altri ingredienti.

Nel film “ Un americano a Roma” Alberto Sordi mangia un piatto di pasta e si riferisce a esso con il termine "maccheroni" pur trattandosi di spaghetti.

In Friuli con tale nome sono indicati anche gli gnocchi di patate i “macarons”.

L’origine dei maccheroni si perde nel tempo, si dice che siano stati portati in Italia da Marco Polo , di ritorno dalla Cina, ma nella penisola sembra fossero già presenti; ne rivendicano la paternità siciliani, napoletani, insomma non sembra proprio che si dovesse aspettare il ritorno di Polo per godersi un bel piatto di maccheroni.

Sicuramente i “maccheroni“ sono il cibo, oggetto di desiderio, nel canto popolare lombardo armonizzato da Arturo Benedetto Michelangeli, per il Coro della SAT (Società Alpinisti Tridentini), alla metà degli Anni Cinquanta.

 

Era nato poveretto senza casa e senza tetto

Ha venduto i suoi calzoni per un piatto di maccheroni

 

Nel canto si racconta la fame di un militare della Prima Guerra mondiale che fantastica su “un piatto di maccheroni”.  

La scarsa alimentazione delle truppe è una vera tragedia nell’evento bellico 1915.1918  peraltro documentata nel canto degli Alpini “Monte Canino” :

 

Dopo tre giorni di strada ferrata, ed altri due di lungo cammino,
siamo arrivati sul Monte Canino e a ciel sereno ci tocca riposar……….

 

…. Se avete fame guardate lontano,

se avete sete la tazza alla mano che ci rinfresca la neve ci sarà.

 

Il cibo così bramato porta il milite a proporre la soluzione per la fine della guerra;

 

Se vuoi vincere la guerra, sia per mare sia per terra,

Fai in maniera che i cannoni siano pieni di maccheroni

 

Torna al blog