Cristall

Louis Roederer e il Cristallo per lo Zar

Una bottiglia il più trasparente possibile, per assicurarsi che non contenesse liquidi esplosivi o veleni: questa la richiesta dello Zar riformatore Alessandro II di Russia nel 1876 a Louis Roederer II, figlio del fondatore dell’omonima Maison.

Lo zar era già stato nel mirino degli attentatori per le sue idee rivoluzionarie, pretese anche che la bottiglia avesse il fondo piatto, per evitare che potessero essere nascosti ordigni esplosivi nell’incavo.

L’azienda, che già riforniva la corte imperiale russa di bollicine, coglie al volo l’occasione e si rivolge alla ditta Flemish, forgiando le iconiche bottiglie di cristallo con l’etichetta dorata:

d'ora in poi queste speciali champagnotte conterranno la migliore cuvée della Maison. Il nome riconduce al materiale scelto, ed è diventato simbolo di qualità elitaria, nonostante ora le bottiglie siano in vetro.

Grazie all’erede Léon Olry Roederer, negli anni ’20 il Cristal diventerà famoso per il suo equilibrio, la persistenza unicamente lunga e la consistenza vellutata che rivela frutti bianchi e agrumi sostenuti da una possente mineralità. Se non lo bevete, invecchierà meravigliosamente senza perdere nulla della sua freschezza e del suo carattere.

Al giorno d’oggi è prodotto solo nelle migliori annate con le uve di 45 parcelle, in parte fermentate in legno e con vini che solitamente non svolgono, la fermentazione malolattica. Pinot Noir quasi sempre prevalente sullo Chardonnay (a eccezione delle vendemmie 1988 e 1993), maturazione sui lieviti di oltre sei anni e dosaggio Brut, con un trend in riduzione nel corso della storia. 

Sono diverse le annate di Cristal considerate straordinarie dalla critica: sicuramente da citare sono la 1988 e la 1996 e – ultima in ordine di tempo – la 2008. Quest’ultima, a parere dei massimi esperti di champagne al mondo, è un vino da 100/100 fin dai primi assaggi.

Come la maggior parte degli champagne è prodotto, per ora in parte, con i principi della biodinamica; inoltre, scelta quasi unica nel panorama degli champagne, l’azienda (una delle poche ancora di proprietà indipendente e a gestione famigliare, oggi diretta da Frédéric Rouzaud, della settima generazione) ha sempre puntato su terreni di proprietà e non sull’acquisto di uve da altri produttori. Attualmente possiede circa 240 ettari di vigneto, suddivisi nei tre migliori cru della Champagne.

Alla fine, comunque, lo Zar Alessandro II morì assassinato il 13 marzo 1881 in un doppio attentato dinamitardo rientrando da un’esercitazione di equitazione.

Assassinio Zar

 

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