L'Oro di Cannero

L'Oro di Cannero

Il frate gesuita Paolo Morigia nel suo “Historia Della Nobiltà et degne qualità del Lago Maggiore” del 1603 parlando delle terre sul Lago Maggiore della famiglia Borromeo così parla di Cannero:

“Descrizione di Canero.  Seguitando la ripa doue si piega il lago, si trouva una Terra detta Canero, assai bella, e vistosa, posta ala ripa del Lago, in una piaceuole, e vaga pianura, la quale è tutta ripiena d’arbori fruttiferi e massime di Cedri, Naranzi e Limoni, & altri delicati frutti.»

Furono in effetti i Borromeo, fin dal 1500, a favorire la coltivazione degli agrumi nella zona, luogo che trae beneficio da una particolare esposizione al sole e dalla protezione dal freddo offerta dal monte Morissolo che lo sovrasta, godendo pertanto di uno speciale microclima, valido per la crescita di questi frutti.

Il microclima è stato altresì decisivo per il paese lacustre al fine del riconoscimento del termine “Riviera” in aggiunta al nome Cannero, riconoscimento ottenuto con il decreto n. 440 del Capo Provvisorio dello Stato il 6 maggio 1947.

Ecco quindi che, nella riviera più a nord d’Italia, nascono stupendi e profumati agrumi dalle forme grandi e piccole, tonde, ovoidali o con tentacoli come la Mano di Buddha, con la scorza esterna liscia o verrucosa, con la parte bianca interna (albedo) inesistente o molto spessa, con colori che spaziano nel rosa o dal giallo canarino fino all’arancione tenue o deciso, dal giallo verde fino al giallo oro intenso: l’oro di Cannero Riviera!   in un susseguirsi di frutti che va dai pompelmi ai pomeli, dagli aranci dolci e amari ai limoni, dai microcitrus  ai cedri,  dai cedrati ai mandarini, dai kumquat …. fino ad una particolare qualità di limone cedrato il Canarone.

Il Canarone è il risultato di un’ibridazione tra limone e cedro, dal primo prende le molte proprietà nutrizionali mentre dal secondo ne eredita dimensioni e lo spesso albedo. Arriva mediamente a un peso intorno al mezzo chilo e il suo sapore è simile a quello del limone di cui prende gli effetti rinfrescanti e diuretici.

La storia lo vede già nel lontano 1600 nei giardini a Firenze della famiglia Medici, ma la varietà di Cannero Riviera, a seguito delle analisi effettuate dall’Università degli studi di Torino,  lo ritrova differente, con particolarità proprie.

Seppur non siano coltivati molti esemplari, negli ultimi anni sta ritrovando interesse e apprezzamento da parti di molti, grazie anche alla manifestazione che ogni anno, nel mese di marzo, porta nel piccolo comune affacciato sul Lago Maggiore, turisti da ogni dove, per l’evento “Mostra degli agrumi”, che quest’anno vede la sua XIV.a edizione (dal 11 al 19 marzo) dedicata peraltro proprio al Canarone.

In occasione dell’evento cosa è possibile fare? Si può passeggiare nei giardini delle ville del paese e soprattutto nel pubblico Parco degli Agrumi (nato dalla collaborazione tra il Comune e il Dipartimento di Colture Arboree dell’Università degli Studi di Torino) che ospita 25 specie presenti nel Comune, si possono fare escursioni nel territorio che si presenta a terrazzamenti o imparare a conoscere gli agrumi attraverso i dipinti, gli oggetti e le narrazioni nelle mostre appositamente allestite, si può altresì apprezzare gli agrumi gustandoli nelle confetture e nelle marmellate o nelle pietanze esclusive e sorprendenti preparate dagli chef dei ristoranti locali, si può deliziare il nostro palato con le loro scorze immerse in una deliziosa crema di cioccolato o con un liquore d’agrumi o ….  provando un tè nero particolare, il “bercencione” (ideato all’interno di un laboratorio didattico dai ragazzi delle scuole medie del paese) che nella denominazione riporta parte dei nomi dei quattro agrumi da cui prende l’aroma : BERgamotto, CEdro, araNCIO, limoNE.

Mentre lo sorseggiamo sgranocchiando i “murisciulitt”, biscotti a base di farina di mais e scorze di agrumi e la cui forma ricorda il Monte Morissolo, essenze agrumate dei fiori dei frutti canneresi invadono le nostre narici, note olfattive racchiuse nei profumi, nelle creme e nei vari prodotti proposti sulle bancarelle in riva al lago.

Come orafi che lavorano il materiale prezioso, nel tempo i canneresi, giardinieri provetti o semplici appassionati, hanno saputo sfruttare lo straordinario habitat in cui vivono producendo la meraviglia degli agrumi, l’oro di Cannero Riviera.

 

Torna al blog