I cipressi, portati dagli Etruschi, caratterizzano il paesaggio toscano al tramonto

Venduto ai francesi un pezzo di storia toscana

Per l’acquisto della Tenuta nel Chianti Classico Isole e Olena, da 66 anni guidata dalla Famiglia De Marchi, il lussuoso gruppo d’investimento francese EPI ha mantenuto lo stretto riserbo sul prezzo.

Certo Christofer Descours, nipote del fondatore e già proprietario di Tenuta Greppo Biondi Santi (iconica cantina e luogo di nascita nel lontano 1800 del Brunello di Montalcino) ha calcolato bene le potenzialità dell’acquisizione.

Paolo de Marchi, piemontese d’origine, venuto in Toscana col padre avvocato e imprenditore, fa la sua pratica in California dopo la laurea in Scienze Agrarie.

Fa dello studio di quale varietà stia meglio su quale terreno la sua missione, clonando le viti di Sangiovese per farle esprimere al meglio sui terreni galenici del fiorentino, che crescono da 30 a 56 ettari.

Christofer garantisce di proseguire il lavoro di Paolo De Marchi ed aggiunge: “Rispettiamo profondamente la visione unica di Paolo De Marchi, la sua ricerca dell’eccellenza e la sua perseveranza nel produrre vini raffinati e autentici.”

Giampiero Bertolini, CEO di Biondi-Santi ed ora anche di Isole e Olena garantisce “I vigneti sono già assolutamente perfetti e investiremo nella nuova cantina che Paolo ha già cominciato.”

Paolo De Marchi, rassegnato al fatto che nonostante la famiglia numerosa, nessuno è interessato a portare avanti la tenuta, nella saggezza dei suoi 71 anni, è certo che vendere l’azienda ad un gruppo così importante sia la mossa migliore, nonostante l’amarezza di separarsi da una realtà che rappresenta la sua vita.

Oggi EPI, che già possiede una tenuta in Provenza, lo Champagne Heidsieck e da poco anche una quota in un’importante gruppo di distribuzione del vino in USA, ha una divisone Wine & Champagne guidata da Damien Lafaurie, che afferma: “Crediamo profondamente nel potenziale di crescita dei migliori vini italiani sui principali mercati internazionali e siamo determinati a continuare a investire nella qualità dei nostri vini, dei nostri marchi e delle nostre reti distributive, affinché vengano riconosciuti tra i migliori vini al mondo”.

Speriamo che nei progetti di Christofer rientri la promozione del nostro Chianti Classico nel mercato americano.

Vecchie bordolesi in cantina
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