Il vino proibito (Il Clinton…sssht)

Il vino proibito (Il Clinton…sssht)

Negli anni ’80 spopolava e ancora oggi se ne parla: il Clinton deve il suo nome all’omonima cittadina dell’Iowa e insieme a uva Fragola (o Uva Isabella), al Noax (o Clinton Bianco) e al Bacò salvò dall’estinzione i vitigni europei.

Il vino che si otteneva da queste uve era leggero e con il caratteristico sentore di foxy (selvatico); questo odore di volpino deriva da composti aromatici come il furaneolo presenti nell’uva americana e rispecchia la poca complessità aromatica di questi vini.

Le viti rustiche sono state messe al bando dall’Unione Europea definitivamente nel 1965 in quanto producevano durante la fermentazione un’elevata quantità di metanolo, tossico, in grado di provocare danni al sistema nervoso e al nervo ottico e perfino di portare alla morte.

Non possiamo dimenticare lo scandalo del 1986 della truffa del vino al metanolo: avvelenamenti e intossicazioni in Lombardia, Piemonte e Liguria causarono cecità e danni neurologici e 23 decessi.

I titolari di una ditta del cuneese avevano aggiunto al vino, dell’economico metanolo per alzarne la gradazione alcolica.

Il metanolo si trova naturalmente in tutte le preparazioni alimentari a base di frutta fresca, in quelle contenenti aspartame, e viene anche prodotto dall’organismo attraverso l’assunzione tutti gli alimenti contenenti pectine e fibre.

Il corpo umano può metabolizzare senza problemi le quantità di metanolo derivate dal consumo normale di questi alimenti.

Una volta il Clinton era molto diffuso in tutta Europa, grazie anche alla sua bassa gradazione alcolica, al suo sapore leggermente acidulo ed alla sua marcata aromaticità. Come il novello, non arriva alla primavera successiva e lo si trovava sulle tavole fintanto che il vino ottenuto dalle viti tradizionali non fosse pronto.

Il Noax o Clinton bianco, è un’altra specie di vite americana, molto rara, e anche se è proibita è una chicca molto ambita dagli amatori.

Forse il divieto da parte dell’Unione Europea di coltivare la vite americana aveva il nobile scopo di proteggere il vigneto tradizionale dell’Unione dall’invasione degli scadenti vitigni americani con i quali erano state ripopolate le vigne dopo gli attacchi di peronospora, oidio e fillossera della fine dell’ ‘800.

Anche l’industria chimica aveva i suoi interessi nel divieto di coltivazione delle viti americane che sono più resistenti e quindi con necessità di pochissimi trattamenti.

Complotti e supposizioni fini a sé stesse a parte, nonostante sia bandita la produzione a scopo commerciale di vini da vite americana, sono parte della tradizione e della cultura enologica popolare e resistono le preziose piccole produzioni casalinghe.

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