A cosa servono le capsule intorno al collo delle bottiglie?

A cosa servono le capsule intorno al collo delle bottiglie?

Di plastica, polilaminato (alluminio e polietilene) o stagno, le capsule che ricoprono il collo delle bottiglie di vino sono così subdole che i sommelier hanno elaborato una serie di rituali per toglierle: prima la tagliano con la lama del cavatappi (e non usando la linguetta) intorno al collo della bottiglia, poi la incidono lateralmente, quindi la levano per svelare il tappo.

Nascono nel XVIII secolo per proteggere i tappi di sughero dai vermi e assicurare l’integrità del prodotto, adesso che le cantine sono più pulite servono a rendere riconoscibile il brand, anche se mantengono la funzione, soprattutto per i vini che nascono per l’invecchiamento, di mantenere il tappo pulito.

L’uso del tappo stelvin (il nome del tappo a vite per le bottiglie di vino, microforato per permettere l’ossigenazione necessaria, simulando il sughero) risolverebbe alla radice il problema ma è ancora poco apprezzato nel nostro Paese tradizionalista, dove la capsula rimane associata a un prodotto di qualità.

Non sono economiche né ecologiche e alcuni produttori stanno preferendo soluzioni fantasiose con etichette di design intorno al collo della bottiglia o riscoprendo il fascino antico della ceralacca colata sul tappo (e scomodissima da togliere).

Ad esempio, lo stagno che spesso viene utilizzato per le capsule viene estratto in miniere della Nigeria e dell’Indonesia dove lo sfruttamento di adulti e bambini è ancora all’ordine del giorno, così come quello dell’ambiente.


L’industria del vino sta cercando soluzioni, e la difficoltà nel reperire materie prime per l’imbottigliamento a causa della guerra in Ucraina potrebbe essere la motivazione che mancava per risparmiare sulle capsule, per l’economia e per l’ambiente.

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